Oasis Enzo Missoni

Il Sorriso dei bambini

Una nostra benefattrice  domenica mi ha telefonato e, chiacchierando amichevolmente, mi ha fatto notare come a volte, presi dal raccontare e descrivere i progetti e le difficoltà per realizzarli, ci dimentichiamo di raccontare qualcosa di più quotidiano sui nostri bambini, sulla nostra gente e sul paese.
Ho accolto con vera gioia questo suggerimento e vorrei, davvero dal profondo del cuore, condividere con tutti, ad intervalli più o meno regolari, alcune impressioni, meditazioni o semplici emozioni raccolte in questi anni di Burkina.
I bambini sono sempre al centro del nostro lavoro e dei nostri pensieri, sono i loro sorrisi, le loro mani che stringono le tue, che a volte ci permettono, in momenti di scoraggiamento, di andare avanti e continuare sul cammino intrapreso.
I bambini li vedi ovunque, il Burkina è un paese di bambini, di giovani e questo è motivo di speranza. Investire su di loro è una scommessa vincente. Li vedi nei campi, al mercato o al pascolo nella brousse, ma è osservarli arrivare a scuola al mattino la gioia più grande. Non li vedi mai imbronciati, magari assonnati, avvolti nei loro giubbotti e cappelli di lana, quando fa freddo, ma sempre allegri. Sono consapevoli che la scuola potrà dare loro una possibilità di riscatto e se la vogliono giocare fino in fondo.
I bambini in Burkina vivono la loro infanzia troppo velocemente. Sono chiamati dalla comunità a partecipare alla vita degli adulti troppo presto, ma la voglia di fanciullezza non conosce lingue e barriere ed è universale! Li vedi correre nella brousse con un vecchio copertone ed un bastone usato come perno o con lo stesso che diventa cavallo o moto. . .in una gara di allegria.

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Difficilmente troverai un adulto a giocare con loro, il mondo degli adulti non ha spazio per il gioco. Si pensa ai bambini, si accudiscono, ma sopratutto i padri non hanno un rapporto affettuoso come lo definiamo noi. 
Vedere quindi un adulto, magari anche bianco, che gioca con loro è davvero fonte di sorpresa. Allora tutto diventa gioia, anche andare a prendere l'acqua al pozzo per lavare l'aula e riempire il canari che servirà a pulire le lavagne.
I bambini in Burkina devono prima sopravvivere alla vita, che nei primi mesi, sopratutto nelle zone rurali, è maligna e poi, fino a quando non diventano braccia per la famiglia, sono, brutto a dire, ma vero in una economia di sussistenza, bocche da sfamare.
In questo contesto difficile  non perdono però la loro capacità di sorridere alla vita e di trovare mille modi per rendere allegra la loro giornata. Anche un pozzo, grazie all'acqua che sgorga fresca può diventare un veicolo di allegria. Quanti sorrisi e quante risate ho visto nebuloso volti, indispensabili in un'infanzia che dura troppo poco e che presto, la vita della Brousse ti chiamerà a dimenticare, per affrontare le difficoltà di tutti i giorni. 
Allora ben vengano tutti quei momenti sereni regalati al diritto di una giusta infanzia:scuola, alimentazione, salute e tanto tanto gioco!
Un abbraccio a tutti i nostri piccoli e un abbraccio da loro a tutti voi!

Un Orto per la Vita

Un Orto per la Vita

La produzione di ortaggi e piante da vivaio è un’attività sicura ed in grado di creare lavoro per le donne ospiti del centro durante il periodo di cura dei bambini, ma soprattutto in grado di creare un reddito ad alcuni giovani che gravitano intorno alla struttura.Il progetto mira a rafforzare le capacità operative e organizzative agricole già patrimonio della cultura burkinabè, attraverso la formazione e l'acquisizione di adeguate attrezzature da giardinaggio. Questo intervento promuoverà l’ottimizzazione di alcune colture, garantirà il miglioramento della qualità della nutrizione dei bambini e degli anziani e, in ultima analisi, la creazione di entrate consistenti per i beneficiari.L'eccedenza sarà venduta infatti sul mercato locale o trasformato per amici e turisti che visitano regolarmente il centro. Il reddito supplementare così generato servirà e sarà parzialmente investito per diversificare e ampliare le attività. Ortaggi e piante saranno prodotti regolarmente per assicurare la continuità del progetto.

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Area di intervento del Progetto

Terreni interni al Centro Oasis, recintati e dotati di pozzi per l’irrigazione. Solo in un secondo momento si procederà a valutare l’intervento anche sui terreni di proprietà esterni al Centro, attualmente parzialmente coltivati a miglio.La creazione di orti è un’attività generatrice di reddito per i giovani e donne dei villaggi in grado di aumentare l’economia locale ed arginare l’esodo rurale dei giovani verso le città, attratti dalla modernità e dalla necessità di soddisfare i bisogni delle loro famiglie, ma che spesso crea solo situazioni di degrado e povertà. La terra può diventare quindi l’occasione ed il mezzo attraverso il quale dare dignità ed opportunità ai ragazzi dei villaggiVogliamo partire dal Centro perché abbiamo terra a disposizione ed abbiamo inoltre la necessità di garantire generi alimentari ai nostri bambini ed ai nostri nonni. Il progetto degli orti permetterà infatti di garantire la fornitura di verdura e ortaggi ai bambini del Cren e agli anziani del villaggio interno.Dopo Il primo intervento saremo in grado di valutare le potenzialità presenti e pensare a futuri sviluppi esterni.Il progetto prevede l’invio in loco di un agronomo italiano, esperto in progetti in Africa Occidentale e con esperienza, per formare i giovani, garantire la continuità del progetto e valutare interventi sul campo e colture da impiantare.Inizialmente gli orti potranno essere irrigati con gli impianti esistenti, che saranno da modificare per le nuove esigenze.

 

"Con il tuo contributo di 10 € puoi acquistare moralmente un metro quadro di terreno da adibire ad orto. Riceverai il certificato di proprietà e potrai essere attore i prima persona di un progetto di sviluppo."

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Promuovilo

Il Centro Oasis garantisce da anni il sostegno a centinaia di bambini , fornendo loro anche la  possibilità di frequentare le scuole dei villaggi. Viene garantita ad ognuno  la fornitura del materiale scolastico e il pagamento delle tasse d'iscrizione. Questi costi minimi, che a noi spesso possono sembrare irrisori,  diventano invece un ostacolo insormontabile per molti piccoli amici e le loro famiglie. Sono tanti infatti i fanciulli che  non possono permettersi questo sacrificio economico.

Oltre a garantire la formazione scolastica nei villaggi, il Centro ospita la piccola scuola  "Madre Teresa" con  attualmente circa 200 bambini

L’intervento

Siamo convinti che la scuola e l'istruzione siano un passo fondamentale sulla strada dello sviluppo  e non è possibile fare promozione umana senza operare nel campo dell'istruzione. Vi proponiamo di sostenere un gruppo classe della scuola Madre Teresa di Koudougou , per garantire il percorso di studio di tutti i bambini.Sono 41 i bambini della CP1, la nostra prima elementare, che grazie al progetto potranno studiare e costruire il proprio futuro nel paese  Sul sito di Oasis potrai trovare tutti i loro volti, ma noi ti proponiamo di “adottarli” idealmente tutti.  Il contributo richiesto sarà relativo ad un bambino, ma il sostegno andrà a tutto il gruppo classe. Stephan, Francoise, Etienne….potrai affezionarti ad uno di loro, ma il beneficio sarà per tutto il gruppo di amici, che insieme sorrideranno alla vita. Chi aderirà al progetto riceverà una scheda con la foto della classe e a fine anno le pagelle di tutti i bambini, per condividere insieme un percorso educativo e di crescita Per garantire ad uno dei nostri bambini la frequenza a scuola chiediamo un contributo di € 40, che servirà a coprire le spese di iscrizione (3.000 CFA), tasse ( 8.000 CFA) il materiale scolastico, i libri (circa 6.000 CFA) e una quota  dello stipendio dell’insegnante (10.000 CFA). Nei miei soggiorni nel paese ho purtroppo visto tanti bambini nei campi o impiegati in  lavori duri per aiutare la famiglia. Nella zona dove sorge il centro ci sono molte miniere a cielo aperto di quarzo e non è raro vedere bambini di 6-7 anni spaccare i  minerali per estrarre il prezioso cristallo. Per loro è normale aiutare il papà in questo lavoro che riesce a procurare un piatto di riso e un pollo, ma per noi è molto più importante vederli a scuola a costruire il loro futuro Il mio sogno è quello di poter regalare a tutti i bambini del Burkina Faso questi stessi momenti di serenità e gioia e grazie a voi alcuni di quei bambini hanno iniziato a sognare con me e insieme a Voi.

Per informazioni

Guido Barilla 3387586626  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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oasis 2015 roma 14 novembre 02

Categoria principale: Notizie

Altre news dal Burkina

L’esercito del Burkina Faso chiede la resa dei golpisti

 

Nella notte tra il 21 e il 22 settembre le forze armate regolari del Burkina Faso sono entrate nella capitale Ouagadougou per chiedere la resa dei 1.300 soldati del Reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp), responsabili del colpo di stato del 17 settembre. I militari hanno ottenuto la liberazione del primo ministro di transizione Yacouba Isaac Zida, finora in ostaggio, imponendo ai golpisti un ultimatum per la resa (scaduto alle 10 di stamattina). Il premier ha potuto lasciare il palazzo presidenziale per recarsi nella sua abitazione ufficiale. Il presidente Michel Kafandoera già stato liberato il 18 settembre, insieme a due ministri. L’ambasciatore francese Gilles Thibault ha confermato con un tweet la presenza di Kafando nella sua residenza.

L’intervento dell’esercito. Subito dopo il golpe, il presidente del Consiglio nazionale di transizione – il parlamento provvisorio istituito dopo il colpo di stato dell’ottobre 2014 – aveva fatto appello alle forze armate, per fermare la guardia presidenziale, ma il generale Gilbert Diendéré aveva affermato di avere il sostegno dell’esercito. Gli ultimi sviluppi lo hanno contraddetto: l’esercito si è schierato dalla parte delle istituzioni provvisorie e dei cittadini, che da giorni protestano in diverse città del paese. Molte persone hanno incoraggiato i soldati durante l’avanzata delle truppe verso la capitale. Il capo di stato maggiore, il generale Pingrenoma Zagré, ha chiesto all’esercito di evitare scontri a fuoco con la guardia presidenziale. Finora l’Rsp non ha dato segni di resa, anzi, Diendéré ha detto di voler ottenere il ritiro delle truppe dalla capitale.

La mediazione della Cédéao. Oggi, ad Abuja, la Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Cédéao) avrebbe dovuto pronunciarsi su una proposta di soluzione della crisi, presentata il 20 settembre, e ottenuta grazie alla mediazione del presidente senegalese, Macky Sall, e del presidente del Benin, Thomas Boni Yayi. Il piano prevedeva un’amnistia per i golpisti, ritenuta inaccettabile dalla maggior parte della popolazione. Molte persone sono scese in piazza ieri contro la proposta della Cédéao, erigendo barricate e bruciando copertoni per le strade di Ouagadougou. Zida era tra le clausole dell’accordo con i mediatori della Cédéao. Anche Kafando, parlando alla radio francese Rfi dopo la sua liberazione, ha detto di essere contrario al piano di pace internazionale: “Non tiene in considerazione l’interesse dei cittadini del Burkina Faso”.

 

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